monday outlook | 18 05 2020

Con la conferenza stampa di sabato 16 maggio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato le misure contenute nel Dpcm in vigore da lunedì 18. Si entra in questo modo a pieno regime nella fase due, “con voglia di ricominciare ma con prudenza”, ha sottolineato il Premier. Dal 18 ci si potrà spostare nella propria regione senza bisogno di giustificazioni e sono molte le attività commerciali che potranno riaprire: i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.). Il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza. Sempre a partire da lunedì potranno riprendere la loro attività gli stabilimenti balneari.

Secondo i calcoli di Confcommercio sono circa 800mila le imprese del commercio e dei servizi che dal 18 potrebbero riprendere l’attività.

I danni economici inflitti dall’emergenza coronavirus hanno lasciato ferite difficili da rimarginare. Secondo l’indagine Ascom Confcommercio Torino in collaborazione con Format Research, resa pubblica venerdì scorso, sono 40mila i posti di lavoro del terziario in bilico nella provincia di Torino dopo l'emergenza Coronavirus. Potrebbero andare in fumo, infatti, tra le 11mila e le 15mila imprese del commercio, della ristorazione, della ricezione turistica, dei servizi alle imprese, dei servizi alla persona, della logistica. Il rischio è di una perdita non inferiore al 5% del valore aggiunto del terziario (2,6 miliardi di euro).

Il 19 maggio, con la pubblicazione dell’Osservatorio Congiunturale Format Research, saranno disponibili dati e analisi sull’impatto che la crisi ha avuto sull’economia delle imprese italiane.

Banca d’Italia in “L'impatto della pandemia di covid-19 sull'economia italiana: scenari illustrativi”, ipotizza che il PIL potrebbe ridursi del 9 per cento quest'anno per poi espandersi di quasi il 5 per cento nel 2021. Restano rilevanti rischi al ribasso.
La Bce nell’ultimo Bollettino economico, sostiene che la crisi pandemica, che ha arrestato gran parte dell'attività economica, provocherà una caduta del Pil dell'Eurzona compresa fra -5 e -12%: "con la graduale rimozione delle misure di contenimento, si verificherà una ripresa dell'attività economica, la cui rapidità e portata restano tuttavia fortemente incerte".

Scrive l’Istat che a marzo le condizioni della domanda e le misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19 determinano una forte flessione del fatturato e degli ordinativi dell’industria italiana. Essendo l’Italia il primo Paese colpito dall’epidemia in Europa, la contrazione del mercato interno è risultata molto più accentuata rispetto a quello estero.
Il calo di fatturato e ordinativi, su base tendenziale, ha raggiunto valori simili a quelli registrati nel momento più acuto della crisi del 2008-2009. Gli unici settori in crescita sono quelli dei beni alimentari e dei prodotti farmaceutici.

A farci riflettere questa settimana anche i dati dell’Ocse sul tasso di disoccupazione che è salito al 5,6% a marzo 2020 (rispetto al 5,2% a febbraio 2020), riflettendo l'impatto della pandemia di Covid-19, mentre i primi dati di aprile segnalano un aumento senza precedenti.
 

 

© Copyright Format Research S.r.l. - All rights reserved - P. IVA e C.F. 04268451004
Cap. Soc. € 25.850,00 I.V.
N.Reg. Imprese 747042. C.C.I.A.A. Roma
N° iscrizione ROC: 28204
Via Ugo Balzani, 77 - 00162 Rome (Italy)
Via Sebastiano Caboto, 22/A – 33170 Pordenone (Italy)
Tel +39 06 86.32.86.81
Fax +39 06 86.38.49.96.a
info@formatresearch.com