monday outlook | 27 04 2020

Il Paese non riparte se non ripartono le imprese; ci saranno finanziamenti, anche a fondo perduto; dal 4 maggio riapre la manifattura e le costruzioni nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti; dal 18 maggio è prevista la riapertura del commercio al dettaglio, musei, mostre e biblioteche mentre solo dal 1 giugno, e sempre nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, i bar, i ristoranti, i barbieri, i centri estetici. Questi sono alcuni dei punti trattati nella lunga conferenza stampa di domenica sera del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (visibile per intero QUI)
Da oggi 27 aprile alcune fabbriche italiane riaprono i battenti, dopo un lungo stop, nell'ambito della fase 2. Si riattiva parzialmente l’industria dell’automotive e parte in modo più diffuso il settore degli elettrodomestici, le prime aperture ci sono già state la scorsa settimana. (vedi QUI)
È un momento estremamente delicato per il Paese, la fase 2, il momento della ripartenza, dovrà essere senza errori, per il bene dell’Italia, della salute dei cittadini e per il bene dell’economia. Il lungo periodo di lockdown ha dato un colpo durissimo al sistema Italia. La ripartenza sarà lenta e graduale ma le imprese, cuore pulsante della nostra economia, avranno massimo bisogno di aiuto. Il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in una intervista di sabato scorso a Il Sole 24 Ore condivide le scelte del governo per contrastare l’emergenza sanitaria, sostenere l’occupazione e garantire liquidità alle aziende: «L’utilizzo del debito pubblico… è una scelta obbligata». Messina vorrebbe vedere l’aggiunta di finanziamenti statali a fondo perduto che non aumentano il debito sostenuto dalle imprese. «Per tenere in vita chi ha perso sei mesi di fatturato... è decisivo perché devono giocare una partita che va oltre l’Europa, sui mercati internazionali».

Il Documento di Economia e Finanza 2020 (DEF) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 aprile. Se non ci fosse stata la crisi dovuta all’epidemia, l’economia italiana avrebbe viaggiato in una moderata ripresa ma purtroppo non è così e nel testo del documento, tra i dati negativi si evidenzia un aumento della disoccupazione (di oltre 1,5 punti percentuali) e un crollo dei consumi e delle spese delle famiglie italiane.

A livello internazionale è importante l’appello lanciato da FMI e dal WTO che in una nota congiunta rivolgono un appello affinché non si ceda alla tentazione di imporre o intensificare le restrizioni commerciali. Scambi commerciali aperti, affermano, possono favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro. "Una maggiore attenzione" dovrebbe essere data al "ruolo delle politiche commerciali aperte per sconfiggere il virus, riportare lavoro e rilanciare la crescita economica"
 

 

© Copyright Format Research S.r.l. - All rights reserved - P. IVA e C.F. 04268451004
Cap. Soc. € 25.850,00 I.V.
N.Reg. Imprese 747042. C.C.I.A.A. Roma
N° iscrizione ROC: 28204
Via Ugo Balzani, 77 - 00162 Rome (Italy)
Via Sebastiano Caboto, 22/A – 33170 Pordenone (Italy)
Tel +39 06 86.32.86.81
Fax +39 06 86.38.49.96.a
info@formatresearch.com