monday outlook | 14 04 2020

È ormai un dato di fatto accettato: il virus Covid-19 sta cambiando il mondo e imprimendo in esso un impatto economico di proporzioni gigantesche. Nella Nota mensile sull’andamento dell’economia l’Istat scrive: lo scenario internazionale è dominato dall’emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del COVID-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda.

E sono realmente drammatici gli effetti del lockdown sul mercato del lavoro in Italia e in tutto il mondo. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) non usa mezzi termini e scrive che il virus è causa di perdite rovinose in termini di ore di lavoro e di occupazione e stima che la crisi causata dal COVID-19 ridurrà il numero di ore lavorate nel mondo del 6/7 per cento nel secondo trimestre del 2020, equivalenti a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. Spiega anche l’ILO che fra i settori più a rischio ci sono quelli degli alloggi, della ristorazione, delle manifatture, della vendita al dettaglio e delle attività commerciali e amministrative.

In Italia il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto che estende di tre settimane, quindi fino al 3 maggio, le misure adottate a livello nazionale nell'ambito dell'emergenza coronavirus. La maggior parte delle attività resteranno quindi ancora chiuse per evitare una possibile nuova ondata di contagi. Ci saranno solo poche novità rispetto ai giorni precedenti, tra queste la possibilità per i negozi per neonati, per le cartolerie e per le librerie di riaprire, rispettando tutte le regole per il contenimento del virus. Il Governo italiano, ha annunciato il Presidente del Consiglio Conte in diretta televisiva, è quindi al lavoro per la “fase 2”, ovvero quella di rilancio e ripartenza del Paese. Un rilancio che sarà certo più veloce e possibile su ogni forza in campo farà la sua parte in armonia con le altre, a cominciare dalle istituzioni europee che hanno la grande occasione di mostrare che l’Europa può essere più di un semplice insieme di stati.

In un intervento sul quotidiano della Cei, il Presidente Sangalli scrive che fare previsioni sulla riapertura anche parziale e selettiva, delle attività produttive è ancora difficile. Ma una cosa è certa: le prospettive per l’economia sono drammatiche, con il rischio concreto di perdere nel 2020 oltre 50 miliardi di consumi. È indispensabile, sostiene il presidente di Confcommercio, costruire un percorso di sopravvivenza finanziaria, sottolineando la necessità immediata assicurare liquidità a zero burocrazia.
 

 

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