monday outlook | 06 04 2020

Il danno terribile in termini di vite e di sofferenza umana causato dal coronavirus in Italia e nel mondo è complicato e forse impossibile da quantificare. Il danno economico, in Italia e nel mondo è altrettanto difficile da stimare. Alcuni hanno paragonato questi giorni di pandemia ad una guerra. Negli Stati Uniti, oggi il Paese con il maggior numero di contagi in assoluto, in sole due settimane di lockdown già si contano 10 milioni di disoccupati. Un dato che fotografa in modo eloquente la gravità della situazione e non solo per i il numero dei nuovi senza lavoro (dove tra l’altro sono assenti gli ammortizzatori sociali all’europea), ma per la rapidità in cui si sono venuti a creare. Un terremoto.

Scrive Confindustria nel Rapporto di previsione economica che mai nella storia della Repubblica ci si è trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica di queste proporzioni e che nessuno conosce, ad oggi, la dimensione complessiva degli interventi necessari, che saranno comunque massivi e che saranno condizionali agli sviluppi sanitari ed economici. A tutti è chiaro, si sostiene nel Rapporto, che solo mettendo in sicurezza i cittadini e le imprese, la recessione attuale potrà non tramutarsi in una depressione economica prolungata. La caduta del PIL nel secondo trimestre rispetto a fine 2019 è attorno al 10%, stima Confindustria.

In una intervista pubblicata il 3 aprile sul Mattino di Napoli, il presidente dell’Istat Blangiardo anticipa i valori dell’impatto sulle imprese del coronavirus che saranno presentati il 7 aprile: “l’insieme dei settori industriali e dei servizi sospesi comprende 2,2 milioni di imprese (quasi una su due), con un’occupazione di quasi 7,4 milioni di addetti. In termini di fatturato un mese di inattività comporta una perdita stimabile in 100 miliardi, in valore aggiunto di 27 miliardi.

È una situazione difficile ed inedita in cui sono molte le imprese che rischiano, al termine dell’emergenza, di non avere la possibilità di ripartire e per questo servirà un deciso aiuto delle istituzioni. E servirà in fretta perché il tempo è fondamentale e ogni giorno che passa in queste condizioni è un giorno in perdita che mette sempre più in ginocchio il sistema impresa. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, dalle pagine di Repubblica.it, lancia un grido d’allarme: "non c’è altra via che quella degli strumenti straordinari per immettere liquidità raccordati con l’Europa. Il tutto a zero burocrazia perché il tempo si sta esaurendo”. “Se non ci sarà un piano d’intervento strutturato, alla fine della crisi, molti negozi rischiano di non riaprire”.
 

 

© Copyright Format Research S.r.l. - All rights reserved - P. IVA e C.F. 04268451004
Cap. Soc. € 25.850,00 I.V.
N.Reg. Imprese 747042. C.C.I.A.A. Roma
N° iscrizione ROC: 28204
Via Ugo Balzani, 77 - 00162 Rome (Italy)
Via Sebastiano Caboto, 22/A – 33170 Pordenone (Italy)
Tel +39 06 86.32.86.81
Fax +39 06 86.38.49.96.a
info@formatresearch.com